Parigi Ceduta: la storia dimenticata della Comune.
“Carmelo Palladino un Rivoluzionario tra Anarchia e Cultura”
“Questa riedizione di Parigi Ceduta vuole essere un omaggio da parte dei suoi discendenti Angelo Bumma e Fabio Bummaa testimonianza che la Famiglia non ha distrutto nulla, siamo lieti di proporvi una verità inedita.”
Flourens si rifugiò presso Odysse Barot fino al 18 marzo. Durante quel periodo scrisse Paris Livré, un’opera di 228 pagine in cui, dopo aver tracciato un preciso quadro politico della caduta dell’Impero, denunciava il tradimento su vasta scala del Governo di Difesa Nazionale, dei suoi ambasciatori e dei vari stati maggiori. In entrambi i regimi — l’Impero e il governo successivo — il vero nemico era sempre il popolo. Paris Livré può inoltre essere considerato una sorta di testamento politico. Segna un punto di non ritorno: per Flourens, la Rivoluzione era destinata alla vittoria.
L’interesse per la Comune di Parigi e gli eventi che l’avevano segnata ardeva nei cuori di quei giovani, figli di famiglie benestanti che in quel periodo si trovarono nella città partenopea, ormai diventata il fulcro della vita politica di quel periodo. Il mito della Comune infiammava i loro animi in modo particolare in Carmelo Palladino. La passione per la causa proletaria si intrecciava con l’ammirazione per Gustave Flourens, il combattente e pensatore che incarnava la lotta per un cambiamento radicale nella società dell’epoca. Carmelo non si limitò a una traduzione fedele del manoscritto di Flourens ma vi intrecciò le sue riflessioni, le sue impressioni, dando vita a un dialogo a distanza con il rivoluzionario francese. Leggendo entrambe le versioni, si coglie come, in alcuni passaggi, il suo pensiero si sovrapponga perfettamente a quello di Flourens, mentre in altri se ne distacchi con forza, avvicinandosi sempre più alla visione del russo Bakunin. Eppure, nonostante le divergenze, entrambe le opere si chiudono con la stessa parola: “EGUALIANZA”. Un monito, un’aspirazione, un messaggio per il futuro, affinché la società trovi in essa la propria salvezza.